Amor che move il sole e l’altre stelle: nasce “Costellazioni silenziose del cielo”. Podcast scienza e teatro
Aggiornamento: 9 ott
Podcast
Tratto da:"Entangled constellation"
Ideazione e testi: Caterina Cuccagna
Voci: Francesca Bruni, Chiara Chesi, Caterina Cuccagna, Simone Buffa
Musiche originali e sound design: Saverio La Mendola
Cosa c’è dietro una grande scoperta scientifica?
Un’intuizione, certamente. Anni di studio, ricerca, ostinazione. Ma spesso anche qualcosa che i libri di storia raccontano molto meno: qualcuno che sostiene, accompagna, protegge, ascolta. Qualcuno che permette a un’altra persona di continuare a guardare il cielo.
Da questa idea nasce “Amor che move il sole e l’altre stelle – Costellazioni silenziose del cielo”, un podcast narrativo originale di dieci minuti realizzato per il Premio Rossella Panarese 2026, che intreccia divulgazione scientifica, teatro e memoria.
Il progetto nasce da un’idea di Caterina Cuccagna, ingegnera biomedica e fisica, arrivata a Ginevra nel 2012 nel contesto del CERN e da sempre legata anche al mondo del teatro. Dal 2026 Caterina collabora con Pont d’Art, dove scienza e creazione artistica hanno trovato in questo progetto un terreno comune.
Le costellazioni che la storia non vede
Il podcast parte da una domanda semplice: e se raccontassimo la storia dell’astronomia non soltanto attraverso i grandi nomi che hanno fatto le scoperte, ma attraverso le persone che hanno permesso loro di farle?
A guidare l’ascoltatore è Ipazia d’Alessandria, interpretata da Francesca Bruni. Attraverso la sua voce incontriamo tre figure lontane nel tempo, unite da un filo invisibile.
C’è Suor Maria Celeste, figlia di Galileo Galilei, affidata alla voce di Chiara Chesi, che dalle mura del convento accompagna il padre negli anni più difficili attraverso lettere, cure e piccoli gesti quotidiani.
C’è Ginestra Giovene Amaldi, che rivive attraverso la voce di Caterina Cuccagna, con una formazione in astrofisica e una propria attività di divulgazione scientifica, che attraversa accanto a Edoardo Amaldi gli anni drammatici della guerra e quelli della ricostruzione della fisica europea.
E c’è Aldo De Rosa, marito di Margherita Hack, interpretato da Simone Buffa: una presenza discreta accanto a una donna che avrebbe fatto della libertà di pensiero e della ricerca scientifica la propria vita.
Tre storie diverse che raccontano la stessa cosa: la scienza non è mai davvero un’impresa solitaria.
Costellazioni silenziose del cielo: quando teatro e scienza si incontrano
Il podcast utilizza la voce e la narrazione teatrale per avvicinare l’ascoltatore alla storia della scienza. I monologhi sono testi originali costruiti a partire da fonti storiche, lettere, interviste e testimonianze, mantenendo distinta la documentazione dalla ricostruzione narrativa.
Pont d’Art ha curato la consulenza artistica e drammaturgica e la registrazione tecnica delle voci. Le musiche e il sound design sono di Saverio La Mendola, ingegnere e progettista strutturale con un percorso professionale legato anche a grandi infrastrutture scientifiche, parallelamente alla sua attività di compositore e musicista.
Non è forse un caso che dietro questo racconto teatrale sulla scienza ci siano così tante persone che, nella propria vita, abitano entrambi i mondi.
«A reggere il cielo»
“Costellazioni silenziose del cielo” vuole ricordare che dietro un telescopio, un’equazione o una missione spaziale esiste anche una trama umana fatta di affetti, amicizie, collaborazioni e gesti apparentemente piccoli.
Persone che magari non entreranno mai nei manuali, ma senza le quali alcune pagine di quei manuali, forse, non sarebbero mai state scritte.
Come ricorda Ipazia nelle parole conclusive del podcast scienza e teatro, queste presenze sono «come la luce delle stelle più lontane». Non sempre sappiamo riconoscerne l’origine, eppure continuano a essere lì, «a reggere il cielo».



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