Scritture segrete: una giornata con Dacia Maraini tra parole, teatro e libertà
- Simone Buffa
- 21 feb
- Tempo di lettura: 2 min

Ci sono incontri che restano. Non solo per ciò che accade, ma per quello che lasciano.
Quello con Dacia Maraini è stato uno di questi.
Pont d’Art – con Simone Buffa e Francesca Bruni – ha avuto l’onore di essere invitato a dare voce ad alcuni brani tratti dal suo ultimo libro, Scritture segrete. Un testo potente, necessario, che attraversa epoche e geografie per restituire spazio e dignità alle parole delle donne.

In aula abbiamo interpretato le pagine dedicate a figure straordinarie come Ipazia, Murasaki Shikibu, Aki Shimazaki e Michela Murgia. Donne lontane nel tempo e nello spazio, ma unite da un gesto comune: scrivere. E quindi esistere, resistere, lasciare traccia.
L’evento si è svolto il 20 febbraio presso l’Université de Genève, Aula R060 di UniMail, in una sala gremita, attenta, sospesa. Un pubblico partecipe, coinvolto, pronto ad ascoltare non solo una grande scrittrice, ma una voce capace di attraversare il tempo.
Scritture segrete è un libro-atlante, un atto di resistenza, un viaggio tra lirismo, memoria e speranza. Un libro che ci ricorda che leggere e scrivere sono atti di libertà. E che ogni parola di donna è, ancora oggi, una forma di disobbedienza.

Questo evento è stato per noi l'occasione di un incontro speciale. Abbiamo avuto il privilegio raro di trascorrere un’intera giornata con Dacia Maraini. Pranzo, cena, conversazioni. Racconti di vita tra Italia, Giappone e molto altro. Una cultura immensa, ma mai ostentata. Una presenza semplice, elegante, profondamente umana e per questo affascinante. Un incontro che va oltre la letteratura e tocca qualcosa di più profondo.

Questo progetto è stato reso possibile grazie all’Institut Universitaire de formation pour l’enseignement dell’Université de Genève, con la collaborazione di Cultura Italia - sans frontières e Associazione ARI e l'aiuto di Alessandro Collorà e Andrea Pappalardo.
Torniamo a casa con una certezza: le parole contano.Le voci contano.
E il teatro, quando incontra la letteratura, può diventare un atto necessario.


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