Sinossi
La locandiera è una delle commedie più celebri di Carlo Goldoni e racconta, con ironia e straordinaria modernità, il mondo delle apparenze, del desiderio e dei rapporti di potere tra uomini e donne.
Mirandolina è la brillante e affascinante proprietaria di una locanda fiorentina. Intelligente, indipendente e perfettamente consapevole del proprio fascino, gestisce con abilità clienti e corteggiatori, tra cui il Marchese di Forlipopoli, nobile decaduto, e il Conte d’Albafiorita, ricco borghese disposto a conquistarla a colpi di regali.
L’arrivo del Cavaliere di Ripafratta, misogino convinto e dichiaratamente ostile alle donne, scatena però una sfida imprevista: ferita nell’orgoglio dal suo disprezzo, Mirandolina decide di sedurlo per dimostrargli il potere femminile e la fragilità delle sue convinzioni.
Tra equivoci, gelosie, giochi di seduzione e comicità brillante, Goldoni costruisce una commedia vivace e raffinata che, dietro il sorriso, riflette sul ruolo della donna, sulle maschere sociali e sull’eterno conflitto tra sentimento sincero e orgoglio personale.
Note di regia
Questa messa in scena de La locandiera nasce dal desiderio di restituire tutta la vitalità e l’attualità del teatro di Goldoni, autore capace di osservare con lucidità e ironia i meccanismi umani e sociali che ancora oggi ci appartengono.
Al centro dello spettacolo vi è Mirandolina: una donna libera, brillante e profondamente moderna, che utilizza intelligenza, parola e seduzione come strumenti di autonomia in un mondo dominato dagli uomini. La sua locanda diventa così uno spazio teatrale vivo e dinamico, attraversato continuamente da tensioni sentimentali, rivalità e giochi di potere.
La regia punta su un ritmo rapido e musicale, valorizzando la precisione comica dei dialoghi e il lavoro corale degli attori. La comicità goldoniana non viene trattata come semplice leggerezza, ma come uno strumento capace di mettere a nudo debolezze, vanità e contraddizioni dei personaggi.
L’estetica richiama il Settecento italiano senza risultare museale: costumi, luci e scenografia dialogano con una sensibilità contemporanea, cercando un equilibrio tra eleganza classica e immediatezza scenica. Lo spettacolo vuole così accompagnare il pubblico dentro una commedia brillante e divertente che, a quasi tre secoli dalla sua scrittura, continua a parlarci con sorprendente modernità.

