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Letture interpretate

dialogo scenico preceduto dalla conferenza Primo Levi europeo

Il segno del chimico

Dialogo scenico a cura di Domenico Scarpa

Il segno del chimico

Il segno del chimico è un viaggio a due voci attraverso la vita di Primo Levi: una vita avventurosa
che ha conosciuto gli anni del fascismo razzista, la passione per le scalate in montagna,
l’esperienza di Auschwitz, l’Europa devastata dalla guerra da percorrere in lungo e in largo per
tornare finalmente a casa, a Torino.
La chimica – il mestiere di chimico, che Primo Levi ha praticato per più di trent’anni e che ha
contribuito a salvargli la vita nel campo nazista – è punto di partenza e filo conduttore di
questo dialogo scenico, che contiene molti racconti e nel quale non c’è una sola parola
inventata: provengono, tutte quante, dalle opere di Levi.

Primo Levi multimediale
Come reagireste se vi dicessero che Primo Levi è stato un autore di fantascienza prima ancora
che il termine «fantascienza» venisse coniato? E se qualcuno aggiungesse che è stato fra gli
autori più importanti di testi teatrali per la radio nel secondo dopoguerra? E poi, vogliamo
parlare del suo rapporto con il vinile (dischi) e con le parole (anagrammi, palindromi,
assonanze e altri utensili della retorica)?
Fin dal principio, fin da prima che venisse deportato ad Auschwitz, nell’opera di Levi c’è tutto
questo, o ci sono gli inizi e gli indizi di tutto questo, il che equivale a dire che qui si parla di uno
scrittore a pieno titolo e non solo del testimone di una grande tragedia del Novecento.
Un Primo Levi complesso, allora? Sì, anche complesso, proprio perché è stato uno scrittore
multimediale che ha sperimentato precocemente ogni tecnologia legata alla scrittura, fino al
personal computer. Ma soprattutto, uno scrittore completo, uno scrittore che è ancora tutto da
scoprire.

Primo Levi europeo
Giugno 1941: a Torino un ragazzo di ventidue anni si laurea con lode in Chimica e si vede
consegnare una pergamena dove accanto al suo nome è annotato «di razza ebraica». Siamo nel
momento in cui l’Europa è stata più vicina a essere unificata: unificata da Hitler e da Mussolini
nel segno della disuguaglianza, del razzismo, del lavoro schiavile, della cancellazione di ogni
dissenso, insomma della legge del più forte.
Fin dal principio – fin da Se questo è un uomo e La tregua, che sono i suoi primi due libri –
l’opera di Primo Levi contiene un’immagine e un’idea ben diverse di Europa: libera e liberale,
aperta e democratica. È un’idea, anzi un’idea-racconto, che dialoga con la difficile costruzione
di una Europa unita durante il secondo dopoguerra. Ed è un’idea-racconto che entra in un
dialogo particolarmente intenso con i lettori tedeschi e, in Italia, con le ragazze e i ragazzi che
vanno a scuola e con i loro insegnanti.
L’Europa di Primo Levi, Primo Levi europeo: così come quella dello scrittore multimediale, è
una storia poco nota, tutta da raccontare.

Domenico Scarpa
Domenico Scarpa è il consulente letterario del Centro internazionale di studi Primo Levi di
Torino. Di e su Levi ha curato volumi, collane editoriali, cicli teatrali, documentari e mostre.
Nel 2022 ha pubblicato Bibliografia di Primo Levi ovvero Il primo Atlante presso Einaudi, per i
cui Tascabili sta curando gli apparati di una uniform edition delle opere di Levi. Nel 2023 è
uscito da Hoepli Calvino fa la conchiglia. La costruzione di uno scrittore. Nel 2019 ha curato per
i «Meridiani» Mondadori le Opere di bottega di Fruttero & Lucentini, dei quali sono uscite da
poco le sue nuove edizioni di I ferri del mestiere. Manuale involontario di scrittura con esercizi
svolti (Einaudi Tascabili) e I nottambuli (Meridiani Mondadori). Per Einaudi cura le opere di
Natalia Ginzburg e per Sellerio quelle di Graham Greene.

Francesca Bruni
Attrice, regista e sceneggiatrice romana, si forma tra Roma e Londra, dove approfondisce il
metodo Meisner. Il suo percorso artistico è particolarmente legato a figure femminili intense
e complesse. Tra le sue opere: Il mostro dagli occhi verdi, Paolo e Francesca e Maria Antonietta –
L’ultima Regina di Francia. È Presidente di Pont d’Art, associazione culturale di Ginevra che
promuove il dialogo tra Italia e Svizzera attraverso il teatro e le arti visive.

Simone Buffa
Attore, regista e sceneggiatore siciliano, si dedica al teatro con particolare attenzione
all’autenticità della scena e al lavoro sull’attore. Ha diretto e interpretato numerosi spettacoli,
tra cui Amleto in Salsa Piccante, Se ci sei, batti un colpo e Quella vecchia radio rotta. Insieme a
Francesca Bruni ha scritto e diretto Non è poi la fine del mondo ed è autore di testi originali
come Lia – Radici in viaggio e Radio Ginevra Centrale.

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